Comunicazioni Istituzionali
Pubblicazioni
Il tema del dibattito sarà trattato direttamente con tutte le scuole locali e nazionali coinvolte nell’iniziativa tramite l’Ufficio Scolastico Regionale e Ministero dell’Istruzione. L’idea è quella di coinvolgere dal basso i futuri artefici del cambiamento.
Infatti, l’evoluzione tecnologica e digitale ha subito negli ultimi anni un’accelerazione repentina: le innovazioni che qualche tempo fa si facevano attendere, ora si susseguono a ritmi vertiginosi. Questi cambiamenti influiscono anchesulle scelte delle imprese, la cui crescita dipende dalla capacità di innovare costantemente per non restare tagliate fuori dalla competizione del mercato, tanto nei prodotti che nelle logiche di gestione e nei processi produttivi. Il problema sembra non essere soltanto generazionale da alcuni studi condotti all’inizio del 2020, nonostante negli ultimi anni gli Stati UE abbiano investito in infrastrutture digitali per l'istruzione e la formazione, persistono notevoli disparità sia tra paesi, che a livello nazionale. Contrariamente alla percezione diffusa che i giovani di oggi appartengano a una generazione di "nativi digitali", i risultati dell'indagine indicano che molti non sviluppano competenze digitali sufficienti.
Non di meno, nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni, la pandemia ha forzato un processo di digitalizzazione che in tempi normali avrebbe richiesto anni, spingendo a rivedere le modalità di erogazione dei servizi. E’quindi necessario investire nella formazione e nella digitalizzazione del personale che non può più immaginare di svolgere la propria attività senza il supporto di attrezzatura tecnologica, è determinante accrescere la cultura digitale a tutti i livelli gerarchici e un parallelo adeguamento dei sistemi di valutazione delle performance, per rendere più chiaramente misurabile, e quindi percepibile, l’impattodelle nuove modalità di lavoro.
La Camera di Commercio di Cosenza nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitaleha presentato il progetto di Trasformazione Digitale (https://repubblicadigitale.innovazione.gov.it/iniziativa/trasformazione-digitale-la-pa-apre-la-strada-alle-imprese/ ).
L’occasione di IGF consentirà di presentare il progetto e di discuterne i contenuti in una logica bottom-up che potrà arricchirne ancor di più i contenuti.
A livello di sistema camerale verrà affrontato il tema dell’evoluzione digitale con riferimento alle PMI e al PNRR e alle professioni digitali del futuro. Sarà anche focalizzato il tema delle Competenze digitali con riferimento alla formazione scolastica e alle opportunità di esercitare i propri diritti attraverso internet.
Relatori
Nello Iacono - Coordinatore programma Repubblica Digitale - Dipartimento per la Trasformazione Digitale - Le competenze digitali
Esperto di competenze digitali, coordina il programma Repubblica Digitale del Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Da oltre trent’anni nel settore dell’innovazione, ha promosso iniziative anche associative in campo nazionale. Docente di Master e corsi nel settore privato e pubblico, è autore di diversi libri tra cui “E-leadership” (Angeli, 2021).
Giulio Mario Donato - Repubblica Digitale - Mise - Il digitale a servizio delle PMI
Alessia Sposini - Co-fondatrice Youth IGF Italy, Coordinatrice Desk Cyber e Tech Centro Studi Geopolitica.info - Giovani e Internet Governance, visioni e prospettive
Consulente per la Pubblica Amministrazione e studentessa di Laurea Magistrale presso Sapienza Università di Roma in Valutazione e Ricerca Sociale Applicata. Junior Fellow del Centro Studi Geopolitica.info e coordinatrice dell’area “Cyber e Tech”. Tra i campi di interesse figurano i temi della Sovranità Digitale e dell’Internet Governance. Co-fondatrice di Youth IGF Italy, iniziativa giovanile riconosciuta dalle Nazioni Unite nell’ambito dell’Internet Governance Forum volta al coinvolgimento dei giovani nel dibattito e nel processo di policy making sulle tematiche del digitale. Membro del Comitato di Programma di YOUthDIG2021 e di IGF Italia 2021.
Moderatrice
Erminia Giorno - Segretario Generale Camera di Commercio di Cosenza
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2019_Promocosenza_Rpp_2019 promocosenza-rev0d
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REPORT FINALE: https://www.cs.camcom.gov.it/it/content/service/report-finale-igf-italia-2021
ISCRIVITI AL SEGUENTE LINK : https://www.infocamere.it/igfitalia2021
09 NOVEMBRE 2021
09:00 - 12:00 Introduzione IGF ITALIA 2021
Giancarla Rondinelli – Giornalista RAI
Maria Stella Gelmini - Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie
SALUTI
Klaus Algieri - Presidente Camera di Commercio di Cosenza
Franz Caruso - Sindaco della Città di Cosenza
Lorenzo Tagliavanti - Presidente di Infocamere
Mattia Fantinati - Presidente IGF Italia, dell’intergruppo parlamentare della trasformazione digitale e dell’internet governance - Presentazione associazione IGF
Keynote speech
Roberto Viola - Direttore Generale Connect - Commissione Europea
APERTURA DEI LAVORI
Andrea Prete - Presidente di Unioncamere Nazionale
Luigi Fiorentino - Capo di Gabinetto - Ministero Istruzione
In collegamento con le scuole partecipanti al Corso in formato open badge su uso consapevole di internet
Relatori
Nello Iacono - Coordinatore programma Repubblica Digitale - Dipartimento per la Trasformazione Digitale - Le competenze digitali
Giulio Mario Donato - Repubblica Digitale - Mise - Il digitale a servizio delle PMI
Alessia Sposini - Co-fondatrice Youth IGF Italy, Coordinatrice Desk Cyber e Tech Centro Studi Geopolitica.info - Giovani e Internet Governance, visioni e prospettive
Moderatrice
Erminia Giorno - Segretario Generale Camera di Commercio di Cosenza
12:00 - 13:30 Infrastrutture per la connettività nel Decennio Digitale Europeo
Relatori
Franco Accordino - Capo Unità DG CONNECT Commissione Europea - Infrastrutture per la connettività nel Decennio Digitale Europeo
Andrea Sammarco - Vice Segretario Generale Uniocamere - Infrastrutture digitali per lo sviluppo economico del paese: il punto di vista delle imprese
Marco Bellezza- Amministratore Delegato INFRATEL Italia - Il processo di infrastrutturazione a BUL e 5G: aggiornamento sullo stato dei lavori
Renato Sicca - Ministero dell’Innovazione tecnologica e della Transizione digitale - Prospettive di sviluppo e scenari della connettività in Italia
Angela Francesca Cosentino - Testimonianza Impresa innovativa - Un caso di utilizzo delle reti per un'impresa italiana
Moderatore
Antonio Romeo - Direttore Dintec
13:30 – 14:00 LUNCH BREAK
14:30 – 15:30 Come combattere la disinformazione. Le iniziative della Commissione e di ERGA
Relatori
Alberto Rabbachin – Commissione Europea
Elda Brogi- EDMO / European University institute
Gianni Riotta - Italian Digital Media Observatory-
Antonio Nicita – professore LUMSA Roma
Claudia Mazzola – Ufficio Studi Rai
Moderatore
Erik Lambert - Eurovisioni
15:30 – 17:00 The evolution of global IGF in relation to the United Nations Secretary-General's "Roadmap for Digital Cooperation" -
Relatori
Maria Francesca Spatolisano – Assistant Secretary-General for Policy Coordination and Inter-Agency Affairs - Department of Economic and Social Affairs (DESA)
Anriette Esterhuysen - IGF MAG Chair
Chengetai Masango - IGF Secretariat Coordinator
Przemek Typiak - Rappresentante Governo Polacco
Anja Gengo - NRIs Coordinator
Sandra Hoferichter - Segretario Generale EuroDIG
Moderatrice
Concettina Cassa - AgID
17:00 – 18:00 Crisi dei semiconduttori. Una questione geopolitica
Relatori
Alessandro Vesprini - Geopolitica.info
Simone Pieranni - Il Manifesto, China Files
Stephanie Arnold - Università di Bologna
Gabriele Elia - Telecom Italia
Raffaele Ventura - Geopolitica.info, zeroCO2 - Moderatore
18:00 – 18:30 Conclusioni della giornata (rapporteur)
10 NOVEMBRE 2021
8:45 INTERVENTO DEL MINISTRO: stato della digitalizzazione della PA
Renato Brunetta – Ministro della Pubblica Amministrazione
Relatori
Adolfo Urso - COPASIR
Laura Carpini - MAECI
Pierluigi Paganini - Esperto di Cybersecurity ed Intelligence
Ivano Gabrielli- Direttore della III Divisione Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni
Moderatore
Davide Lo Prete - Geopolitica.info
Conclusioni:
Roberto Baldoni – Direttore Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale
Sessioni parallele
10:30 - 11:00 Digital Lab: la comunicazione digitale per un rapporto di qualità con i cittadini
Relatori
Francesco Di Costanzo - Presidente Associazione PA Social e Fondazione Italia Digitale
Roberto Zarriello - Giornalista e coordinatore Digital Lab
Simona Bellocci - Giornalista
Moderatore
Giulia Rafanelli - Giornalista
10:30 – 12:00 I nuovi spazi per il lavoro da remoto. Un’infrastruttura sociale per il Sud
Relatori
Piero De Chiara - Rappresentante del Centro per la Riforma dello Stato e membro del Forum Disuguaglianze Diversità
Maria Anna Falvella - Sindaco del Comune di Calvello (PZ)
Laura Barreca - Direttrice del Museo Civico di Castelbuono e Professoressa di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Carrara
Chiara Cacciotti - Antropologa, giornalista e referente per Spin Time Labs Roma
Filippo Spanu - Assessore per la realizzazione dell’Agenda 2030 del Comune di Nuoro (NU)
Lucia Moretti - CEO Talent Garden Cosenza e Presidente GOODWILL
Giulio De Petra - Rappresentante del Centro per la Riforma dello Stato e membro del Forum Diseguaglianze Diversità
Moderatore
Mario Mirabile - South Working - Lavorare dal Sud
Rapporteur
Flavia Amoroso
Relatori
Klaus Unterberger - ORF
Vincenzo Vita - Media expert
Francesca Bria – Membro CdA RAI
Moderatore
Giacomo Mazzone
Rapporteur
Erik Lambert - Eurovisioni
12:00 – 13:30 Internet Bill of Rights in Europe - La carta dei diritti di Internet in Europa - sessione in inglese
Andrea Beccalli – ICANN - Membro dello stakeholder engagement team
12:00 – 13:30 Le Città e i Territori di nuova generazione: competenze oltre la comfort zone
Relatori
Fulvio Ananasso - ingegnere / prof. telecomunicazioni, advisor Economia Digitale, Interim / Innovation Manager, Presidente di Stati Generali dell’Innovazione
Stefano Rossi - K-Digitale – Progetto Erasmus+ Smart DevOps - Professionisti per la Smart City e programmi formativi
Maria Vittoria Castellani - Copernicus Academy nazionale -Il ruolo essenziale delle comunità degli utenti: la comunità della Earth Observation Nazionale
Monica Sebillo - Presidente AM/FM GIS Italia - Nuovi profili professionali per il geografo digitale
Andrea Taramelli - Delegato Nazionale Comitato Copernicus - Le competenze per assistere la Smart City dallo Spazio
Moderatore
Sergio Farruggia- Vice Presidente SGI e Geospatial Data and Satellite Facilities Open School
Rapporteur
Altheo Valentini - SGI - Progetto UE Erasmus+ “DevOps Competencies for Smart Cities”
13:30 – 14:30 LUNCH BREAK
14:30 – 15:30 Piattaforme ed algoritmi: analisi, principi e strumenti di tutela
Relatori
Silvia Martinelli - Fellow dell’Information Society Law Center (ISLC)
Andrea Boscaro - Partner di The Vortex
Pierluigi Perri - Ricercatore e professore aggregato presso l'Università Statale di Milano
Andrea Spedale - Presidente AICEL
Moderatore e rapporteur
Giuseppe Brognoli - Legal Specialist AICEL
14:30 – 15:30 Cyber security: il lato oscuro del digitale
Relatori:
Renato Salvatore Marafioti - Dottore in Giurisprudenza. Presidente Associazione Culturale Format. Presidente Sezione Aica Calabria. Docente in discipline informatiche - “Sicurezza digitale: l’importanza della cybersecurity nel contesto della rivoluzione digitale”
Egidio Francesco Cipriano - Psicologo - Informatico, docente a contratto presso le università di Teramo e di Chieti. Presidente della società italiana delle scienze informatiche e tecnologiche e si occupa di cybersecurity, cyberintelligence e cybercrime oltre che di AI (intelligenza artificiale). “Social engineering: oltre l’elettronica”
Antonio Luciano Battaglia - Esperto di analisi web, Cyber security e Cyber Intelligence - “Il cyberspazio e le nuove forme di criminalità osservate dal punto di vista dell’intelligence”
Fabrizio Salmi - Penalista. Esperto privacy, GDPR e Cyber security - “Internet e profili penali: cybercrime e sistemi di tutela”
Federico Saporiti - Esperto privacy, GDPR e Cyber security - “La sicurezza dei dati, data breach e sanzioni”
Moderatore
Gianluca Chirico - Socio e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria.
Rapporteur
Eleonora Caracciolo - Segretario e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria
15:30 – 16:30 Criteri di applicazione dell'intelligenza artificiale all'ecommerce: fra opportunità, vantaggi ed etica
Relatori
Pierluigi Perri - Ricercatore e professore aggregato presso l'Università Statale di Milano
Manuela Borgese - Vicepresidente AICEL
Devid Jegerson - Head of Customer Experience and Platform Development, National Bank of Fujairah (UAE)
Enrico Gregorio - Data Scientist - InfoCamere
Moderatore e Rapporteur
Giuseppe Brognoli - Legal Specialist AICEL
15:30 – 16:30 Il valore delle digital skills: come prepararsi alla trasformazione digitale
Relatori
Renato Salvatore Marafioti - Dottore in Giurisprudenza. Presidente Associazione Culturale Format. Presidente Sezione Aica Calabria. Docente in discipline informatiche.“L’importanza delle competenze digitali nella società dell’innovazione e della digital trasformation”
Carlo Tiberti - Laureato in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni. Country Manager Italia Certificazioni ECDL/ICDL, Responsabile AICA del Dipartimento Certificazioni ECDL/ICDL, Presidente Sezione Aica Lombardia. “Competenze digitali per la cittadinanza attiva”
Paolo Schgör - Laureato in Ingegneria Elettronica, Presidente Sezione Internazionale Aica, Imprenditore e libero professionista. “Dalle competenze digitali di base alle competenze specialistiche: il valore delle certificazioni”
Adele Tramontano - Direttrice Scuola Formazione Capitolina – Roma Capitale. “Piano di sviluppo delle competenze digitali di Roma Capitale”
Moderatore
Gianluca Chirico - Socio e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria.
Rapporteur
Eleonora Caracciolo - Segretario e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria
16:30 – 18:00 Quantum Security: dalla prima sperimentazione pratica italiana agli scenari applicativi futuri
Relatori
Davide Calonico - Head of Division "Quantum Metrology and Nanotech" at INRIM
Paolo Comi - Research and Innovation Manager at Italtel S.p.A.
Matteo Frittelli - Network Engineer at TOP-IX
Guglielmo Morgari - Research Manager at Telsy
Ferdinando Ricchiuti - Enterprise IT System Architect at CSI Piemonte
Moderatore
Leonardo Camiciotti - Executive Director at TOP-IX
Rapporteur
Christian Racca - Senior Engineer and Program Manager at TOP-IX
16:30 – 17:00 Presenza su internet della revisione legale delle imprese
Relatori
Ciriaco Monetta - Presidente nazionale del INRL - Internet: innovazione per professionisti e imprese
Francesco Rubino - Docente di economia presso l'Università degli studi della Calabria e formatore INRL - Evoluzione della formazione alla luce delle nuove tecnologie
Christian Ciovacco - esperto informatico - Aspetti tecnici per professionisti e imprese
Moderatore
Giuseppe Spizzirri - Delegato INRL della Regione Calabria
Rapporteur
Daniele Sirianni - Delegato INRL provincia di Reggio Calabria
17:30 – 18:30 Presenza su internet di minoranze linguistiche e culturali - difficoltà e “best practices”
Relatori
Vittorio Dell'Aquila- Docente universitario
Nicola Bavasso - Giornalista specializzato in comunicazione plurilingue - Gazzetta del Sud
Alberto Masini - Consulente di ARLEF e INSIEL
Tore Cubeddu - Direttore Ejatv
Moderatore e Rapporteur
Roberto Gaetano - EURALO
17:30 – 18:30 Sicurezza e Cyberbullismo
Relatori
Renato Salvatore Marafioti - Dottore in Giurisprudenza. Presidente Associazione Culturale Format. Presidente Sezione Aica Calabria. Docente in discipline informatiche. “Concetti essenziali alla prevenzione del reato”
Egidio Francesco Cipriano - Informatico, docente a contratto presso le università di Teramo e di Chieti. Presidente della società italiana delle scienze informatiche e tecnologiche e si occupa di cybersecurity, cyberintelligence e cybercrime oltre che di AI (intelligenza artificiale). “Cyberbullismo: il mancato rispecchiamento”
Antonio Luciano Battaglia - Esperto di analisi web, Cyber security e Cyber Intelligence “Cyberbullismo oggi e strumenti di tutela nelle policies dei social network”
Carlo Tiberti - Laureato in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni. Country Manager Italia Certificazioni ECDL/ICDL, Responsabile AICA del Dipartimento Certificazioni ECDL/ICDL, Presidente Sezione Aica Lombardia. “Competenze digitali:conoscere per prevenire”.
Anna Vaccarelli - Dirigente Tecnologo Istituto Informatica e Telematica CNR e Registro.it. “Saper usare Internet: opportunità e sicurezza. Un percorso di accompagnamento per studenti ed insegnanti”
Moderatore
Manuela Luciana Borgese - Vicepresidente AICEL, associazione di categoria del commercio elettronico. Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria. Consulente privacy per Enti e
PMI.
Rapporteur
Eleonora Caracciolo - Segretario e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria
18:30 – 19:00 Conclusioni della giornata (rapporteur)
11 NOVEMBRE 2021
9:00 - 9:20 Guido Scorza - Garante Privacy - Governare Internet governando i dati
9:20 - 9:30 Anna Ascani – Sottosegretaria al MISE - Digital economy tra G20 e politiche nazionali - Introduzione
9:30 – 10:30 L'evoluzione di Internet in Italia: iniziative legislative in corso e le proposte del G20 digitale
Relatori
Maria Laura Mantovani - Senatrice della Repubblica Italiana
Anna Laura Orrico - Deputata della Repubblica Italiana
Daniela Battisti - MITD
Moderatrice
Alessia Sposini - Co-fondatrice Youth IGF Italy, Coordinatrice Desk Cyber e Tech Centro Studi Geopolitica.info
10:30 – 11:30 Accademia e internet governance: quanta terzietà e indipendenza oggi?
Relatori
Piero Poccianti - Presidente AIxIA
Eugenio Andreose - Data analyst e co-coordinatore di Base Digital
Sara Marcucci - Ricercatrice, Open Data Institute
Alexandra Geese- MEP responsabile del Digital services Act per i Greens/EFA
Stefania Milan - Associate Professor of New Media and Digital Culture, University of Amsterdam
Moderatrice e Rapporteur
Patrizia Feletig - EquALL - Copernicani
11:30 – 12:30 Sostenibilità digitale: idee, metodi, relazioni
Relatori
Flavia Marzano - Vicepresidente Eutopian - Open Government Partnership: il ruolo degli stakeholder
Flavia Gamberale - Giornalista, esperta di comunicazione istituzionale e corporate - Comunicare l'algoritmo: l'IA affidabile nuova frontiera della responsabilità sociale d’impresa
Marco Merola - Giornalista, autore di Adaptation.it - Adattamento e digitalizzazione. Come prevenire i rischi legati al cambiamento climatico
Moderatrice
Claudia Morelli - Giornalista, divulgatrice di innovazione legale
Rapporteur
Roberto Reale - Innovation manager, presidente Eutopian - Innovazione e strumenti finanziari per lo sviluppo sostenibile
12:30 – 13:30 Presentazione delle attività dell'Associazione IGF Italia
Agenda Consultazione sul programma IGF Italia 2022:
1) discorso del presidente dell’Associazione IGF Italia ed appello alle istituzioni per un progetto digitale di paese;
2) presentazione della partecipazione di IGF Italia ad IGF globale di Katowice e rapporto sulla partecipazione dei membri del Board;
3) discussione della bozza di piano d'azione 2021-2023 proposto dal Comitato Esecutivo;
4) discussione dei seminari tematici da organizzare nel corso dell'anno e prima/in preparazione dell'IGF nazionale 2022;
5) lancio campagna adesioni per l'associazione
13:30 - 14:00 Pausa pranzo- Assemblea Associazione Igf, riservata agli iscritti
14:00 – 15:00 IGF Italia: prospettive future e raccomandazioni
Relatori
Anna Carbone - Docente Universitaria
Alessia Sposini - Co-fondatrice Youth IGF Italy, Coordinatrice Desk Cyber e Tech Centro Studi Geopolitica.info
Andrea Sammarco - Vice Segretario Generale Uniocamere
Raimondo Orsini - Direttore Fondazione per lo sviluppo sostenibile
Moderatrice
Andrea Beccalli - ICANN - Membro dello stakeholder engagement team
15:00 – 16:00 L'identità digitale e la trasformazione digitale della PA
Relatori
Francesco Paorici - Direttore Generale AgID
Andrea Sassetti - CEO Aruba PEC SpA
Giovanna De Minico - Docente di Diritto Costituzionale Università degli studi di Napoli - Come cambia l'agire dell'amministrazione con l'algoritmo: Unione europea e Italia
Moderatore
Innocenzo Genna - cofounder Digit@lians
16:00 – 16:30 Conclusioni delle 3 giornate ( rapporteur)
16:30 - 16:40 Intervento del Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta
16:40 – 19:30 L'Italia non cresce se non crescono le PMI
Relatori
Pier Andrea Chevallard - Amministratore delegato di Tinexta
Danilo Iervolino - Presidente Unimercatorum
Riccardo Monti - CEO of Triboo
Paolo Ghezzi - Direttore Generale Infocamere
Giuseppe Tripoli - Segretario Generale di Unioncamere
Conclusioni
Klaus Algieri - Presidente Camera di Commercio di Cosenza
Giuseppe Moles - Sottosegretario di Stato alla Presidenza Informazione ed Editoria
Consegna premio nazionale Top of the PID - sezione igf in collaborazione con Dintec e Icann
E' prevista una lettera di apprezzamento all'evento del Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi
La partecipazione all'evento per le scuole è necessaria per fruire del Corso in formato Open badge, in collaborazione con il Ministero istruzione.
Intervento della giornalista Rai Giancarla Rondinelli
Moderatrice
Erminia Giorno - Segretario Generale Camera di Commercio di Cosenza
Con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione
Con il patrocinio del Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale
Con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico
Saranno riconosciuti i crediti formativi dei seguenti Ordini professionali:
Con il patrocinio di:
CONTATTI: igf2021@cs.camcom.it
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Il workshop affronta il tema delle ICT (Information and Communication Technologies) come strumento fondamentale attraverso cui favorire l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva per una maggiore e più efficace partecipazione ai processi democratici, grazie alle potenzialità offerte dai processi partecipativi del web 2.0.
In un momento delicato e di isolamento, come quello che sta attraversando da febbraio 2020 tutta Italia ed il mondo intero, le possibilità di connettersi con le persone care o di poter condividere una lezione didattica, un webinar o una battuta per sdrammatizzare la situazione, rappresentano un barlume di speranza e stanno mettendo in risalto il lato più caloroso e orgoglioso del popolo italiano. Purtroppo oggi, ma anche in altri momenti, una parte della popolazione italiana non può accedere a questi servizi. Questa disuguaglianza sociale è conosciuta come Digital Divide e con una formula ormai standard, è possibile definirlo come “il divario esistente tra chi ha possibilità di accesso effettivo alla tecnologia e chi invece no, parzialmente o completamente”.
Le competenze digitali sono ormai un fattore strategico per la competitività del nostro sistema socio-economico, ma la consapevolezza della loro importanza è ancora troppo poco diffusa così come poco diffusi sono gli skill nelle imprese, nelle scuole, nelle pubbliche amministrazioni, nei cittadini. Il percorso da seguire, a partire dalla scuola, diventa quindi duplice: da un lato gli stakeholder istituzionali stanno lavorando per definire gli standard, le normative e le politiche legate all’innovazione e alla formazione; dall’altro, occorre diffondere nella collettività la percezione della trasformazione digitale come driver di sviluppo ormai ineludibile. I motivi di esclusione dalle cosiddette ICT, Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, possono essere molteplici: la condizione economica, l’età, la mancanza di competenze digitali e la provenienza geografica.
Ora chi vuol provare ad immaginare questo periodo di isolamento domestico, senza la possibilità di connettersi ad una linea veloce Internet? Questo vuol dire senza serie tv on demand, senza videochiamata multipla (un must di questo periodo), senza tutto quello che prevede una connessione con una certa potenza.
L’Italia sta percorrendo la strada della digital transformation, implementando le ultime tecnologie in molti campi professionali e nei servizi al cittadino. Sarebbe altrettanto importante non lasciare indietro nessuno, fornendo le stesse possibilità a tutti, formando le persone all’utilizzo di questi nuovi strumenti e fortificando le skills di chi già fa parte di questo meraviglioso meccanismo tecnologico.
Per accelerare sul digitale, occorre accelerare su chi ha le competenze per abilitarlo. Nuove professioni, nuove competenze, più professionisti esperti (laureati e non), più formazione di qualità, più soft skills sono fattori necessari e urgenti per ridurre la forbice domanda offerta di competenze digitali. Non solo la realizzazione di progetti digitali ritarda per scarsità di personale con skills adeguati, ma aumenta la disoccupazione o il sottoutilizzo di forza lavoro con competenze in obsolescenza.
Relatori
Renato Salvatore Marafioti - Dottore in Giurisprudenza. Presidente Associazione Culturale Format. Presidente Sezione Aica Calabria. Docente in discipline informatiche.“L’importanza delle competenze digitali nella società dell’innovazione e della digital trasformation”.
Laureato in Giurisprudenza e formatore in discipline informatiche dal 1995. Dal 1997 è Presidente dell’Associazione Culturale Format di Reggio Calabria, ente di formazione professionale accreditato dalla Regione Calabria in formazione continua e formazione superiore (www.acformat.it). Autore del libro “Identità ed eredità digitale”. Dal 2002 è supervisore ed esaminatore ECDL/ICDL. Dal 2016 è fondatore e Presidente della Sezione Territoriale AICA Calabria.
Carlo Tiberti - Laureato in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni. Country Manager Italia Certificazioni ECDL/ICDL, Responsabile AICA del Dipartimento Certificazioni ECDL/ICDL, Presidente Sezione Aica Lombardia. “Competenze digitali per la cittadinanza attiva”
Paolo Schgör - Laureato in Ingegneria Elettronica, Presidente Sezione Internazionale Aica, Imprenditore e libero professionista. “Dalle competenze digitali di base alle competenze specialistiche: il valore delle certificazioni”
Adele Tramontano - Direttrice Scuola Formazione Capitolina – Roma Capitale. “Piano di sviluppo delle competenze digitali di Roma Capitale”
Moderatore
Gianluca Chirico - Socio e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria.
Rapporteur
Eleonora Caracciolo - Segretario e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria
Approfondimenti:
Il valore delle digital skills: come prepararsi alla trasformazione digitale
In questo momento di profonda incertezza, una cosa di cui si può essere certi è che la trasformazione digitale è inevitabile e continua. Mentre la società, i mercati, le tecnologie e le abitudini delle persone si evolvono, il mondo del lavoro matura quotidianamente la consapevolezza di dover acquisire nuove competenze per saper usare con dimestichezza le tecnologie digitali, stare al passo e non subire passivamente la competizione. Le tecnologie digitali sono utilizzate in molti settori: agricoltura, sanità, trasporti, istruzione, vendita al dettaglio, automazione, energia, spedizione, logistica, insegnamento e industria dell’ICT, e la domanda di specialisti è in rapida crescita.
Secondo quanto afferma la Commissione Europea, nel prossimo futuro, 9 lavori su 10 richiederanno competenze digitali, mentre il 44% dei cittadini europei tra i 16 ei 74 anni, non le possiede ancora.
Il workshop affronta il tema delle ICT (Information and Communication Technologies) come strumento fondamentale attraverso cui favorire l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva per una maggiore e più efficace partecipazione ai processi democratici, grazie alle potenzialità offerte dai processi partecipativi del web 2.0. L’inclusione di quei cittadini che non hanno accesso ai benefici della società dell’informazione è diventato uno dei punti cardine dell’Agenda Digitale Italiana così come lo è di quella europea: se non si usano in modo appropriato ed efficiente i nuovi mezzi di comunicazione (Internet e new media) sembra quasi inutile preoccuparsi degli aspetti procedurali e tecnologici della sanità digitale, dei pagamenti elettronici, della firma certificata o degli open data della pubblica amministrazione. L’inclusione è anche un fattore che favorisce la realizzazione dell'agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo sostenibile.
Le competenze digitali sono ormai un fattore strategico per la competitività del nostro sistema socio economico, ma la consapevolezza della loro importanza è ancora troppo poco diffusa così come poco diffusi sono gli skill nelle imprese, nelle scuole, nelle pubbliche amministrazioni, nei cittadini. Il percorso da seguire, a partire dalla scuola, diventa quindi duplice: da un lato gli stakeholder istituzionali stanno lavorando per definire gli standard, le normative e le politiche legate all’innovazione e alla formazione; dall’altro, occorre diffondere nella collettività la percezione della trasformazione digitale come driver di sviluppo ormai ineludibile.
La strada per il progresso passa per un’azione a livello culturale per la diffusione delle opportunità della digitalizzazione, insieme alla consapevolezza del rischio di rimanere fermi o di arroccarsi su posizioni di rifiuto. Ci interroghiamo spesso su come l’innovazione digitale possa supportare l’inclusione sociale.
In un momento delicato e di isolamento, come quello che sta attraversando da febbraio tutta Italia, le possibilità di connettersi con le persone care o di poter condividere un hashtag o una battuta per sdrammatizzare la situazione, rappresentano un barlume di speranza e stanno mettendo in risalto il lato più caloroso e orgoglioso del popolo italiano. Purtroppo oggi, ma anche in altri momenti, una parte della popolazione italiana non può accedere a questi servizi. Questa disuguaglianza sociale è conosciuta come Digital Divide e con una formula ormai standard, è possibile definirlo come “il divario esistente tra chi ha possibilità di accesso effettivo alla tecnologia e chi invece no, parzialmente o completamente”. Secondo il Report dell’Istat “Cittadini e ICT” (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), pubblicato a dicembre 2019, la percentuale di famiglie italiane che dispongono di una connessione a banda larga è pari al 74,7%, mentre la percentuale degli individui che hanno utilizzato Internet, negli ultimi 3 mesi precedenti l’intervista, è pari al 67,9% (entrambi dati in crescita rispetto alla medesima rilevazione dell'anno precedente). Indipendentemente dal numero o dalla percentuale, nel 2020 tutti dovrebbero avere accesso a questo genere di opportunità, colmando questo gap, in quanto il non poterlo fare comporta una serie di conseguenze negative su questa parte di popolazione, che possono essere sintetizzate in due enormi svantaggi: il primo di natura culturale: si immagini di non poter ascoltare un interessante podcast, di non
poter leggere un quotidiano digitale o di non conoscere gli ultimi trend sui social network (anche un meme ritrae l’attualità e l’attualità è cultura); il secondo di carattere economico: dall’implementazione di una suite mail fino all’installazione di un repositor file condiviso con i colleghi, passando per tutti gli strumenti che rendono possibile lo smart working. Beh, le conclusioni in questo caso sono ancora più immediate.
I motivi di esclusione dalle cosiddette ICT, Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, possono essere molteplici: la condizione economica, l’età, la mancanza di competenze digitali e la provenienza geografica. Ad esempio, una delle categorie più colpite dal Digital Divide è la fascia che comprende i soggetti anziani (65+): questo fenomeno è anche conosciuto come “digital divide intergenerazionale”. Infatti tra le famiglie composte esclusivamente da persone ultrasessantacinquenni, solo il 34,0% ha accesso a una connessione internet a banda larga. Una sorta di paradosso se si pensa che una delle categorie che più avrebbe bisogno dei vantaggi del digitale, è quella che ne ha meno accesso.
A sostenere l’importanza della connessione fra le persone, è un altro dato emerso dall’ultimo Report dell’Istat “Cittadini e ICT”, secondo cui i servizi di messaggeria istantanea rappresenterebbero le attività digitali più diffuse fra le famiglie italiane. Indipendentemente dal device (smartphone, pc, tablet o wearable), le attività legate all’utilizzo di servizi di comunicazione, che consentono di entrare in contatto con più persone contemporaneamente, sono le più comuni, forse perché sono quelle che riescono a far sentire gli utenti come parte di un unico mondo: più di otto internauti su dieci hanno utilizzato, nei tre mesi prima della rilevazione Istat, servizi di messaggeria istantanea e circa il 64,5% ha effettuato chiamate via Internet.
A seguire in questa classifica sui servizi del web più utilizzati dalle famiglie italiane: Lettura di informazioni e notizie (57,0%)
Intrattenimento (film, musica e/o giochi) (47,3%)
Home banking (46,4%).
Inoltre più della metà degli utenti di Internet (di almeno 14 anni) ha effettuato almeno un acquisto online: precisamente il 57,2%, pari a 20 milioni 403 mila persone.
Ora chi vuol provare ad immaginare questo periodo di isolamento domestico, senza la possibilità di connettersi ad una linea veloce internet? Questo vuol dire senza serie tv on demand, senza videochiamata multipla (un must di questo periodo), senza tutto quello che prevede una connessione con una certa potenza.
Altra storia sono poi le competenze digitali. - Si può partire da questo dato (Istat 2019): fra le famiglie che per scelta non hanno a casa una connessione a banda larga, la maggior parte indica come principale motivo la mancanza di capacità (56,4%) mentre il 25,5% di esse non considera Internet uno strumento interessante. Osservando i dati del Report emerge che gli utenti (che invece hanno una connessione internet domestica) che hanno competenze digitali basse sono il 41,6%, di base il 25,8% e nulle il 3,4% (pari a 1 milione e 135 mila). Il 29,1% ha competenze digitali elevate. Va ricordato che dal 2015 la Commissione Europea, in accordo con gli Istituti nazionali di statistica, ha definito un metodo per calcolare la qualità delle competenze digitali degli utenti. Infatti le capacità degli utenti devono corrispondere (con una graduatoria da 0 a 2) a quattro domini di competenza:
Information skill: identificare ed utilizzare di informazioni digitali
Communication skill: comunicare in ambienti digitali (attraverso strumenti digitali) Problem solving skill: risolvere problemi tecnici, aggiornare le proprie e le altrui competenze. Software skills for content manipulation: creare ed elaborare contenuti digitali.
Ad esempio per essere un utente con capacità digitali avanzate, bisogna ottenere un livello 2 per tutti i domini di competenza.
L’Italia sta percorrendo la strada della digital transformation, implementando le ultime tecnologie in molti campi professionali e nei servizi al cittadino. Sarebbe altrettanto importante non lasciare indietro nessuno, fornendo le stesse possibilità a tutti, formando le persone all’utilizzo di questi nuovi strumenti e fortificando le skills di chi già fa parte di questo meraviglioso meccanismo tecnologico. Anche chi ha competenze elevate può aiutare gli altri: forse ora è proprio il momento giusto.
Per accelerare sul digitale, occorre accelerare su chi ha le competenze per abilitarlo. Nuove professioni, nuove competenze, più professionisti esperti (laureati e non), più formazione di qualità, più soft skills sono fattori necessari e urgenti per ridurre la forbice domanda offerta di competenze digitali. Non solo la realizzazione di progetti digitali ritarda per scarsità di personale con skills adeguati, ma aumenta la disoccupazione o il sottoutilizzo di forza lavoro con competenze in obsolescenza.
Si rileva pertanto un’urgente necessità di aggiornamento nella formazione, precedente e successiva all’entrata nel mondo del lavoro, e un supporto ai professionisti del settore, affinché comprendano e arrivino a padroneggiare i vari strumenti social e i metodi innovativi con i quali questi strumenti possono essere incorporati nella pratica professionale già esistente. È, inoltre, importante che vengano sviluppate le competenze digitali di cui hanno bisogno i giovani per accedere a questi servizi, usarli e trarre vantaggi e benefici da essi. I media possono svolgere un ruolo davvero importante nel dare nuova forma alle modalità di orientamento professionale, al fine di aiutare i giovani nelle loro scelte professionali. La sfida per questo settore è decidere come usare al meglio queste tecnologie.
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Come nel mondo reale vi è la necessità di proteggersi da violazioni di ogni sorta (attraverso porte, cancelli, lucchetti e allarmi di varia natura), anche nel mondo virtuale si rende necessario proteggersi da attacchi, esterni ed interni, provenienti da pirati informatici e/o persone con cattive intenzioni.
In una società digitale, sempre più interconnessa, dove è possibile accedere da qualsiasi luogo e reperire ogni tipo di informazione, il concetto di “sicurezza informatica”, l’uso responsabile della rete e delle nuove tecnologie e la consapevolezza dei rischi ad essi legati (come la nascita o la trasformazione di fenomeni negativi quali il Cyberbullismo), assumono oggi una rilevanza prioritaria nel “quotidiano virtuale” collettivo.
La cultura sta cambiando, la sicurezza diventa un’opportunità per la collettività, nella sua eterogeneità. Aumentare la consapevolezza sul tema della rete e dei rischi legati ad un uso improprio della stessa, dei quali il Cyberbullismo ne è l’emblema, porta tutti noi a potenziare, migliorare ed aggiornare le nostre competenze, quindi le nostre conoscenze: conoscenza= sicurezza.
Ognuno di noi è chiamato a partecipare: istituzioni, università, scuola, associazioni, comunità tecnica, utenti generici, utenti digitali ed utenti che si trovano “nella terra di mezzo”, cioè utenti digitali con competenze incomplete, inadeguate o in obsolescenza. Si rileva la necessità di “parlare” e “fare”, attraverso strumenti, quali giornate di studio, seminari, convegni, workshop, formazione ecc….
Esperti, operatori del settore, professionisti e tutti gli attori che si trovano, a qualsiasi titolo, nel mondo digitale devono condividere le proprie esperienze, competenze e conoscenze promuovendo iniziative e soluzioni utili a contrastare fenomeni come il cyberbullismo e a potenziare la sicurezza in rete, tutelando con particolare attenzione i minori, la cui vulnerabilità merita uno sguardo cosciente e consapevole.
CONTENUTI
Il workshop, nel trattare le tematiche legate alla sicurezza e al cyberbullismo, che trovano nell’uso improprio della rete il loro anello di congiunzione, vuole porsi come obiettivo quello di sensibilizzare, attraverso la condivisione di esperienze e conoscenze, tutte le realtà coinvolte ed in particolare quelle più fragili e facilmente “irretibili”.
In passato, la riservatezza delle informazioni, riguardava il settore militare; re, generali adottavano tutte le misure possibili e necessarie per impedire la caduta dei loro messaggi in mani nemiche. Nella letteratura, da Plinio il Vecchio a Umberto Eco, troviamo esempi di scrittura a base di limone, che appaiono invisibili, ma ricompaiono una volta che il testo viene esposto a una fonte di calore. Tuttavia, la possibilità di scoprire il messaggio favorì lo sviluppo e l’evoluzione della crittografia (l’arte di nascondere il messaggio) nel corso dei secoli. Oggi nella società dell’informazione, dove l’utilizzo della stessa è parte integrante dell’attività umana, la sicurezza non è confinata alle sole tecniche che nascondono il contenuto dei messaggi.
La sicurezza informatica si snoda su due livelli di protezione: il livello fisico (materiale) e il livello logico (immateriale). Software e hardware possono essere oggetto di tentativi di violazione sia di tipo logico che di tipo fisico, ma i sistemi informatici, per loro natura, non sarebbero in pericolo se, dietro gli stessi, non ci fosse l’essere umano che, per le motivazioni più diverse, può essere interessato ad entrare in possesso di informazioni riservate. Il social engineering è una tecnica di attacco che poco ha a che fare con le vulnerabilità dirette dei sistemi. Qualsiasi computer è un potenziale bersaglio, non ci sono settori più esposti o settori che possono considerarsi immuni. Alcuni settori fanno più notizia di altri per il tipo di attività svolta o perché coinvolgono “l’uomo della strada”, il consumatore.
L’arrivo di internet, la sua evoluzione e il continuo utilizzo dei servizi ad esso collegati ha migliorato e peggiorato le cose: da un lato i collegamenti in meno di un secondo con il resto del mondo, dall’altro l’incremento dei rischi legati alla sicurezza di chi utilizza questo canale. Vulnerabilità ed esposizione al rischio non sono parametri statici ma dinamici in quanto cambiano nel tempo. Il bullismo è un fenomeno conosciuto di aggressività e violenza che, negli ultimi anni, grazie ad internet e nello specifico ai social networks ha subito un’evoluzione; attraverso l’uso e lo sviluppo delle nuove tecnologie è divenuto: cyberbullismo.
Adesso con la Legge n. 71 del 2017, in vigore dal 18 giugno 2017, il Legislatore italiano ha per così dire, sanato una situazione di vuoto normativo in materia di condotte ascrivibili al cyberbullismo a tutela della categoria dei minorenni. L’obiettivo è di contrastare il fenomeno del cyberbullismo con azioni a carattere preventivo, di tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti nell’ambito delle istituzioni scolastiche. Ogni nuova tecnologia rappresenta un’opportunità ma anche un rischio. Uno strumento è utile se è libero da minacce e se non subisce azioni fraudolente da chi sfrutta la novità tecnologica per fini illeciti. Bisogna favorire una cultura della sicurezza e promuovere una formazione attenta e consapevole a qualsiasi livello. Si rende indispensabile un aggiornamento continuo delle tecnologie ma anche un’educazione mirata del fattore umano, condannando con rigore ogni atto che leda la persona umana, al fine di tutelare l’utenza nella sua interezza ma, in special modo, le categorie più deboli e silenti.
Il COVID19 non ha fermato il Cyberbullismo. Mentre tutto il mondo è impegnato a combattere il nemico silenzioso denominato coronavirus, si registrano ancora casi di cyberbullismo in rete. Oggi più che mai, con gli studenti delle scuole primarie e secondarie, perennemente collegati, tra ore di lezione in videoconferenza e social network, il pericolo è maggiore rispetto alla così detta normalità. Il cyberbullismo, non si ferma neanche davanti all’emergenza sanitaria mondiale, le stesse piattaforme digitali, che permettono di continuare le attività didattiche in smartworking, diventano campo fertile per gli “haters”, (falsi profili, che riversano sul web odio, frustrazioni, cattiveria ai danni di chiunque possano prendere di mira). Quello che non si conosce è che in questa fase delicata dove la didattica a distanza, ha preso il posto della didattica frontale, per i reati di cyberbullismo, valgono le stesse regole giuridiche a tutela dei minori. Le famiglie sono coinvolte in prima persona, nella prevenzione e al contrasto del fenomeno. In alcune scuole, l’uso delle tecnologie non è stato semplice facendo emergere vari problemi: sarebbe opportuno, quindi, seguire le direttive della legge 71/2017 per la prevenzione e contrasto del cyberbullismo.
INTERVENTI
Bio relatori
Renato Salvatore Marafioti - Dottore in Giurisprudenza. Presidente Associazione Culturale Format. Presidente Sezione Aica Calabria. Docente in discipline informatiche. “Concetti essenziali alla prevenzione del reato”.
Laureato in Giurisprudenza e formatore in discipline informatiche dal 1995. Dal 1997 è Presidente dell’Associazione Culturale Format di Reggio Calabria, ente di formazione professionale accreditato dalla Regione Calabria in formazione continua e formazione superiore (www.acformat.it). Autore del libro “Identità ed eredità digitale”. Dal 2002 è supervisore ed esaminatore ECDL/ICDL. Dal 2016 è fondatore e Presidente della Sezione Territoriale AICA Calabria.
Egidio Francesco Cipriano - Informatico, docente a contratto presso le università di Teramo e di Chieti. Presidente della società italiana delle scienze informatiche e tecnologiche e si occupa di cybersecurity, cyberintelligence e cybercrime oltre che di AI (intelligenza artificiale). “Cyberbullismo: il mancato rispecchiamento”
Antonio Luciano Battaglia - Esperto di analisi web, Cyber security e Cyber Intelligence “Cyberbullismo oggi e strumenti di tutela nelle policies dei social network”.
Vicepresidente AICEL, è delegata dell’associazione per la rappresentanza istituzionale, a livello nazionale ed europeo, per le tematiche fondamentali e di categoria del settore ecommerce. In qualità di componente del comitato scientifico, promuove la tematica delle competenze digitali quale fattore fondamentale di crescita del settore delle vendite online. Attraverso la membership di AICEL con la Digital Skills and Jobs Coalition e con altri partner istituzionali, struttura progetti di formazione legale per profili specializzati di ecommerce manager e professionisti del settore, anche rispetto all’export. Inoltre, è avvocato specializzato nella consulenza per l’ecommerce ed in ambito privacy, nel settore pubblico e privato.
Carlo Tiberti - Laureato in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni. Country Manager Italia Certificazioni ECDL/ICDL, Responsabile AICA del Dipartimento Certificazioni ECDL/ICDL, Presidente Sezione Aica Lombardia. “Competenze digitali:conoscere per prevenire”.
Anna Vaccarelli - Dirigente Tecnologo Istituto Informatica e Telematica CNR e Registro.it. “Saper usare Internet: opportunità e sicurezza. Un percorso di accompagnamento per studenti ed insegnanti”
Moderatore
Manuela Luciana Borgese - Vicepresidente AICEL, associazione di categoria del commercio elettronico. Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria. Consulente privacy per Enti e PMI.
Vicepresidente AICEL, è delegata dell’associazione per la rappresentanza istituzionale, a livello nazionale ed europeo, per le tematiche fondamentali e di categoria del settore ecommerce. In qualità di componente del comitato scientifico, promuove la tematica delle competenze digitali quale fattore fondamentale di crescita del settore delle vendite online. Attraverso la membership di AICEL con la Digital Skills and Jobs Coalition e con altri partner istituzionali, struttura progetti di formazione legale per profili specializzati di ecommerce manager e professionisti del settore, anche rispetto all’export. Inoltre, è avvocato specializzato nella consulenza per l’ecommerce ed in ambito privacy, nel settore pubblico e privato.
Rapporteur
Eleonora Caracciolo - Segretario e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria
Approfondimenti:
Oggi siamo testimoni dell’evoluzione sempre più veloce del c.d. Cyberspazio, la realtà virtuale alla quale ogni persona dotata di un dispositivo elettronico ed una connessione internet può accedere. Occorre però sempre tener presente delle conseguenze ed effetti che un uso sbagliato di questi mezzi può arrecare agli altri nonché delle sanzioni legali cui si può andare incontro. È in questo contesto che si sviluppa la piaga del Cyberbullismo, termine con il quale si fa riferimento al cosiddetto “bullismo in rete”, per lo più su piattaforme digitali come Internet e Social Network come Facebook, ma anche tramite canali telematici come WhatsApp.
Il workshop, nel trattare le tematiche legate alla sicurezza e al cyberbullismo, che trovano nell’uso improprio della rete il loro anello di congiunzione, vuole porsi come obiettivo quello di sensibilizzare, attraverso la condivisione di esperienze e conoscenze, tutte le realtà coinvolte ed in particolare quelle più fragili facilmente “irretabili”.
In una società digitale, sicurezza e protezione, sono elementi fondamentali per la crescita sociale, economica e culturale di ogni nazione. L’evoluzione della sicurezza ha accompagnato l’essere umano sin dall’antichità. In passato, la riservatezza delle informazioni, riguardava il settore militare; re, generali, adottavano tutte le misure possibili e necessarie per impedire la caduta dei loro messaggi in mani nemiche. Nella letteratura, da Plinio il Vecchio a Umberto Eco, troviamo esempi di scrittura a base di limone, che appaiono invisibili, ma ricompaiono una volta che il testo viene esposto a una fonte di calore. Tuttavia, la possibilità di scoprire il messaggio favorì lo sviluppo e l’evoluzione della crittografia (l’arte di nascondere il messaggio) nel corso dei secoli.
Oggi nella società dell’informazione, dove l’utilizzo della stessa è parte integrante dell’attività umana, la sicurezza non è confinata alle sole tecniche che nascondono il contenuto dei messaggi. La sicurezza informatica si snoda su due livelli di protezione: il livello fisico (materiale) e il livello logico (immateriale). Software e hardware possono essere oggetto di tentativi di violazione sia di tipo logico che di tipo fisico, ma i sistemi informatici, per loro natura, non sarebbero in pericolo se, dietro gli stessi, non ci fosse l’essere umano che, per le motivazioni più diverse, può essere interessato ad entrare in possesso di informazioni riservate. Il social engineering è una tecnica di attacco che poco ha a che fare con le vulnerabilità dirette dei sistemi. Pirati informatici e malintenzionati in genere, si camuffano per venire a conoscenza di informazioni che possono essere usate per organizzare attacchi informatici.
Il “phishing” tecnica che si basa sul social engineering, ha causato molte vittime tra i clienti di organizzazioni bancarie. Siti web identici a quelli delle banche sono creati per attirare l’ignaro utente che, fidandosi di un messaggio di posta artefatto, rivela le sue credenziali al malvivente di turno. Qualsiasi computer è un potenziale bersaglio, non ci sono settori più esposti o settori che possono considerarsi immuni. Alcuni settori fanno più notizia di altri per il tipo di attività svolta o perché coinvolgono “l’uomo della strada”, il consumatore.
L’arrivo di internet, la sua evoluzione e il continuo utilizzo dei servizi ad esso collegati ha migliorato e peggiorato le cose: da un lato i collegamenti in meno di un secondo con il resto del mondo, dall’altro l’incremento dei rischi legati alla sicurezza di chi utilizza questo canale. Vulnerabilità ed esposizione al rischio non sono parametri statici ma dinamici in quanto cambiano nel tempo. L’incredibile diffusione di Internet ha portato alla nascita dei social networks, una sorta di spazio dove si socializza e si comunica a distanza ed in ogni parte del mondo.
Il bullismo è un fenomeno conosciuto di aggressività e violenza che, negli ultimi anni, grazie ad internet e nello specifico ai social networks ha subito un’evoluzione; attraverso l’uso e lo sviluppo delle nuove tecnologie è divenuto: cyberbullismo. Chi ne è vittima si trova generalmente a dover fare i conti con
pesanti vessazioni ed intimidazioni telematiche, attacchi verso i propri profili virtuali e prese in giro sul proprio aspetto fisico e/o caratteriale da un singolo o da gruppi di persone. Coloro che lo attuano sono solitamente convinti del fatto di agire in una dimensione più libera che garantisce loro protezione ed anonimato.
Bullismo e Cyberbullismo, sono entrambi fenomeni caratterizzati da comportamenti prepotenti, prevaricanti e vessatori ai danni di persone indifese; essi hanno però una sostanziale differenza: la diffusione immediata e ramificata, attraverso la rete, di qualsiasi diffamazione, offesa, foto e/o video compromettenti ai danni di tutte quelle “soggettività” che per il bullo sono “diversità da emarginare”, fanno sì che il cyberbullismo sia divenuto ormai la piaga più pericolosa degli ultimi anni, specie tra i ragazzi adolescenti.
Ogni nuova tecnologia rappresenta un’opportunità ma anche un rischio. Un strumento è utile se è libero da minacce e se non subisce azioni fraudolente da chi sfrutta la novità tecnologica per fini illeciti. Si evince, spesso, una scarsa consapevolezza dei rischi legati ad un uso improprio dei dispositivi tecnologici. Si rende necessario un cambio di mentalità; lo scambio e la condivisione di informazioni sono l’unico strumento per fronteggiare minacce e vulnerabilità non conosciute o virus di cui non si hanno ancora soluzioni così come l’igiene, la prevenzione e la cooperazione tra le Nazioni sono l’unica soluzione a tutte quelle malattie per le quali non si hanno farmaci.
Tutti gli adulti ma, soprattutto i minori, rappresentano una vulnerabilità per la rete, un punto di accesso e di attacco per tutti gli utilizzatori. Gli utenti devono assumersi quotidianamente, la “responsabilità e la consapevolezza” di un uso “sano” della rete, per rispondere con efficacia a tutte le minacce provenienti dalla stessa. È opportuno fare riferimento alle “linee guida” di realtà come il CERT che, nel campo della formazione, della ricerca e dello sviluppo, rappresenta una pietra miliare per utenti pubblici e privati. Oltre agli accorgimenti tecnici è necessario seguire le regole di comportamento di base: scegliere una buona password, essere prudenti nella gestione delle mail e nell’uso di internet ecc….
Bisogna favorire una cultura della sicurezza e promuovere una formazione attenta e consapevole a qualsiasi livello. Si rende indispensabile un aggiornamento continuo delle tecnologie ma anche un’educazione mirata del fattore umano, condannando con rigore ogni atto che leda la persona umana, al fine di tutelare l’utenza nella sua interezza ma, in special modo, le categorie più deboli e silenti.
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